Nardò: micro criminalità in vertiginoso aumento, desertificazione dei servizi sanitari e crescenti povertà: la politica è assente

Negli ultimi giorni sono diversi i furti messi a segno nelle abitazioni in città. L’ultimo, l’altro giorno, ad opera di 4 uomini in un’abitazione nel quartiere presso la S. Maria degli Angeli.

Davvero un crescendo rossiniano che fa cadere irreversibilmente la legittima richiesta di sicurezza, un diritto sacrosanto che la politica deve assicurare alla comunità. Ultimamente fanno il paio con le gravi problematiche che afferiscono al borgo antico. Dopo una lite sfociata in un accoltellamento, in cui è rimasto ferito un giovane tunisino vicenda avvenuta lo scorso aprile, tutta una serie di altri episodi a rischio che hanno indotto a un intervento massiccio di polizia e carabinieri, il 4 maggio scorso, Mellone ha pensato bene di intervenire con ordinanze di chiusura di due distributori automatici di merendine e bevande che ovviamente si sono rivelate soltanto “Un ridicolo palliativo”, la citazione è dell’opposizione.

Quello che si è fatto per la sicurezza sul piano politico è ZERO. Lo stesso voto che potremmo adoperare per la sanità. Il sindaco è la prima autorità sanitaria, almeno o, per fortuna verrebbe da dire, sulla carta. Vorrei sorvolare sulle promesse da marinaio nello stile: ”I bambini torneranno a nascere a Nardò”, "La realizzazione di nuovi alloggi per gli anziani", "Gli idrovolanti che, finalmente, collegheranno Nardò alla Grecia". Il terminal è stato collocato, come abbiamo visto, pari pari, nel Giardino della Memoria. Più che una distesa di verde e pregiate piante ornamentali un dono nonchè il simbolo della Shoah e della aberrazione più grave di ogni tempo. Che nel Paese più grande della Provincia di Lecce vi sia una desertificazione dei servizi sanitari non è certamente un profilo di normalità. Lo dicono le firme raccolte dal comitato che sono migliaia.

Certo, come dicono i suoi piccoli fans Mellone ha fatto anche cose buone.

Praticamente "Requisì" una piazza per festeggiare il suo compleanno in pompa magna, neanche fosse il santo patrono. E ricevette il primo regalo: "Un graffito abusivo sul muro dei bagni pubblici davanti al quale si è fatto già un selfie per ringraziare la mano anonima che l'ha realizzato". Ma adesso si è addirittura superato. In che modo, il nostro, ha contrastato le crescenti povertà vecchie e nuove? Adesso vi farò commuovere. Ha deciso di attribuire un incarico di elevata qualificazione per costituire addirittura un “Coordinamento delle operazioni di contrasto alla povertà”: Chi ha scelto per ricoprire tale complessa mansione? Un responsabile della Caritas? Un esperto di comprovata esperienza nel contrasto alle povertà vecchie e nuove? Forse no.

E’ stata scelta dopo lunga e dura riflessione una dipendente comunale. La determinazione N° 1093 registrata il 17/10/2024 parla chiaro. “Dal 01/11/2024 sino al 31/12/2024 alla dipendente Dott.ssa Silvana Maria Luce Bascià – Assistente sociale - l'incarico di Elevata Qualificazione relativo a “Coordinamento delle operazioni di contrasto alla povertà” all’interno dell’Area funzionale 2 – con la responsabilità delle procedure relative alla gestione e al coordinamento delle attività ordinarie e delle funzioni di competenza, ai fini del raggiungimento degli obbiettivi assegnati; ci sono aspetti anche tecnici come “La riconosciuta indennità di posizione così come verrà determinata a seguito di valutazione e pesatura da parte del Nucleo di Valutazione e che tale trattamento economico assorbirà tutte le competenze accessorie e le indennità previste dal vigente C.C.N.L., con esclusione delle sole indennità aggiuntive previste dallo stesso”. Forse l’opposizione dovrebbe fare luce sulla questione?

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