Licenziamenti anticipati, cassa integrazione, contratti in pejus, senza pace i lavoratori impegnati negli appalti della NTC

Lecce, 15 marzo 2025 - Dopo numerosi incontri tra le organizzazioni sindacali, la Nardò Technical Center e le aziende appaltatrici (Euroservizi, Kw e Bertrand), la situazione di circa 50 lavoratori non cambia. Anzi peggiora.

Confidavano nell’applicazione del giusto contratto collettivo di lavoro; si ritrovano ad affrontare licenziamenti anticipati, cassa integrazione discrezionale e contratti di lavoro in pejus.

Peggioramento. Nell’ultimo anno, le parti si sono spesso incontrate per discutere di adeguamento dei contratti, miglioramento delle condizioni di lavoro e di sicurezza. Ad incalzare la parte datoriale sono state Fiome e Filcams, sindacati della Cgil che tutelano i lavoratori metalmeccanici e dei servizi: pur facendo i driver, infatti, molti di questi lavoratori hanno un contratto del terziario. Nei primi incontri la trattativa sembrava potesse giungere ad una mediazione. Fino allo stallo e poi ai passi indietro. A gennaio di quest’anno i lavoratori di KW (azienda che applica il contratto dei servizi) hanno ricevuto le lettere di licenziamento, in anticipo rispetto alla scadenza dell’appalto. “Solo in un secondo momento abbiamo saputo che l’azienda non intendeva rinnovare il contratto di appalto con NTC. Del resto dell’impresa in questione non si hanno più notizie”, spiegano Ciro Di Gioia e Daniela Campobasso, segretari generali di Fiom e Filcams di Lecce. Contemporaneamente la Euroservizi (contratto metalmeccanico) ha attivato la casa integrazione, che utilizza a sua totale discrezione e senza alcun confronto sindacale sui criteri di rotazione. “Abbiamo saputo in via informale del passaggio di alcuni lavoratori, collaudatori “test driver” di KW ed Euroservizi, in altra azienda da poco affacciatasi nel mondo della NTC. Tutto ciò, senza alcuna informazione o confronto con i sindacati aziendali e territoriali. A nulla sono serviti i tentativi messi in campo dal sindacato di dare vita ad una nuova stagione di relazioni sindacali”, spiegano.

Occasione persa. Per i rappresentanti dei lavoratori “NTC ha perso un’importante occasione per uscire dal cono d’ombra in cui si muove da troppo tempo per quanto concerne la gestione delle attività e del personale, una buona parte del quale da troppo tempo è stato abbandonato in uno stato di precarietà”. I lavoratori sono stanchi: da quando la NTC ha scelto di appaltare l’attività di testing, che è il suo vero core business, ha scelto anche di non curarsi del malumore di tanti test-driver. I quali denunciano, anche per le vie legali ormai, di svolgere attività ad alto rischio e ad alta specializzazione, su veicoli che spesso valgono milioni di euro, ma con contratti da autista, meccanico o del commercio. Dopo anni di dedizione e sacrifici, ma anche di affinamento delle proprie competenze, sono diventati il valore aggiunto per l’impianto di Nardò. Al contempo sono stanchi della mercificazione della loro professionalità, palleggiati da una ditta all’altra ad ogni cambio di appalto, senza tutele, ignorati da NTC, testimoni diretti di condotte infelici da parte delle aziende appaltatrici. Di fatto sono organizzati da NTC, pur essendo dipendenti di altre aziende: per questo chiedono a gran voce l’assunzione diretta nell’azienda madre.

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