Lucio Tarricone: "E' avvilente che sul caso Fonte si continui a mistificare la realtà"

Delitto Fonte, 41 anni dopo.... Per essere credibili non si deve mentire! 41 anni dal barbaro assassinio della sig.ra Renata Fonte. 41 anni nei quali la verità e la storia sono state distorte gettando fango su una comunità che certamente non lo meritava, non lo merita. Avvilente constatare come si continui a mistificare la realtà. L'avv. Vincenzo Candido Renna, anche quest'anno, non perde l'occasione per manifestare il suo "livore" nei confronti della classe politica che governava Nardò negli anni che precedettero e seguirono all'efferato crimine. Lo fa dalle colonne di Beemagazine, un magazine online fondato dal giornalista Mario Nanni. L'avv.Renna scrive :"La verità è che Renata Fonte era scomoda per molti, bloccava le ambizioni di ignoranti caporali del consenso nel suo partito, il Partito Repubblicano, e ostacolata la realpolitik democristianosocialisteggiante imperante all'epoca. Tanto scomoda da viva quanto comoda da morta per alcuni. O per molti.....E ancora:"Una donna è morta per aver detto no. Un no secco al male, che oggi fa tremare qualche coscienza"
 
Renna, ovviamente, non fa un solo nome e cognome, non porta alcuna prova a suffragio del suo argomentare.  La macchina del fango. Continua a ripetere che la sig.ra Fonte è stata riconosciuta dalla preposta commissione, guidata all'epoca se non ricordo male, dall'on.Mantovano, "Vittima di mafia" e questo dovrebbe tacitare tutti e tutto. Anche i giudici che nelle sentenza scrissero: "Non è un processo di mafia"...
 
Sarebbe interessante, visto che è molto arduo da trovare, che l'avv.Renna o altri pubblicizzassero il dispositivo di quella commissione. Ammesso che lo abbiano mai letto. Non lo faranno. Nel suo articolo viene "Intervistata" anche la figlia della sig.ra Fonte, sig.ra Viviana Matrangola. La sig.ra Viviana Matrangola,oggi assessora nella giunta regionale Emiliano, afferma:"Noi rappresentanti delle istituzioni abbiamo il dovere di essere credibili, di incarnare la fiducia che i cittadini ripongono in noi." Mi chiedo e chiedo alla sig.ra Matrangola: "E' rappresentante delle istituzioni chi ha mentito per anni sapendo di mentire?"
 
Vorrebbe spiegare la sig.ra Matrangola a chi si riferiva quando, nell'intervista da lei rilasciata nel 2018 alla giornalista Donatella Politi di Today, affermava:"Sono persone che sedevano nel consiglio comunale che come minimo hanno la responsabilità di averla lasciata sola, di averla osteggiata e calunniata pubblicamente, e questo è agli atti dei consigli comunali...."?
 
Può la sig.ra Matrangola spiegare che voleva dire quando affermava:"Intanto,che io sappia, Spagnolo è morto, e ha più volte cercato di parlare ma è sempre stato messo a tacere"....E ancora :"Il problema è che proprio perché si trattava di persone potenti dal punto di vista politico, il caso è stato chiuso. Per cui, lasciatelo dire qui c'è una connivenza a diversi livelli: politica, giudiziaria massonica..."
 
Se non si trattasse di una vicenda orribile sarebbero da aggiungere gli extraterrestri e il complotto sarebbe perfetto. La sig.ra Matrangola, oggi più di ieri visto che è "una rappresentante delle istituzioni" dovrebbe dire: Chi è che non ha fatto parlare Spagnolo e lei come ha avuto queste informazioni? Chi sono le "Persone potenti per cui il caso è stato chiuso? Ha denunciato alla magistratura i fatti da lei conosciuti? Non credo che si avranno risposte né Nardò avrà delle scuse per le vergognose bugie diffuse in questi anni.
 
Nel mentre compare dalle colonne de il Giornale una nuova fantasiosa ricostruzione del delitto che chiama in ballo addirittura gli ex presidenti della Regione Puglia Quarta e Fitto, entrambi democristiani, defunti. Il giornalista, Felice Manti, tira in ballo addirittura Andreotti e scrive che:"Spagnolo era legatissimo alla DC di Quarta, chi faceva politica a Nardò e dintorni ricorsa che spesso i democristiani venivano infiltrati sotto mentire spoglie in partiti più piccoli per fare esperienza, portare qualche voto e soprattutto riferire ai propri capi bastone e influenzare così la spartizione di potere. Che le mosse della Fonte(e i suoi voti) dessero fastidio ai maggiorenni democristiani dell'epoca è noto....." "Molto probabilmente Spagnolo fraintese o interpretò male le indicazioni dei suoi referenti...."
 
Da rimanere allibiti. Secondo Manti, Spagnolo candidato con il PRI era una " spia" della DC o di una parte di essa e che non doveva far assassinare Renata Fonte ma forse solo farla intimidire. Anche in questo caso parole..nessun nome, nessun documento. E anche in questo caso la domanda è lecita:"La magistratura è stata informata?" Sarebbe ora che la si smettesse con le menzogne...riporto, per correttezza, alcuni dei passi degli articoli citati e le fonti.
 
Lucio Tarricone
 
 
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